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Archivio Storico ING

        L'archivio storico dell'Istituto Nazionale di Geofisica (ING), conservato presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, include documenti prodotti dall'ente nel periodo compreso tra il 1945 e il 1965.
Come è noto, l'ING sorse come organo di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Per questa ragione le carte relative alla fondazione e ai primi anni di attività fanno parte dell'archivio del CNR e si trovano all' Archivio Centrale dello Stato.

Soltanto nel 1945, con il Decreto Legge Luogotenenziale del 3 marzo n. 82  che conferiva all' Istituto autonomia giuridica, l'ente si dotò di un proprio ufficio del protocollo ed ebbe inizio la formazione dell' archivio.


            L' archivio dell'Istituto Nazionale di Geofisica è stato riordinato e raccolto in 80 buste che includono documenti di varia tipologia: dai verbali degli organi direttivi, alle carte contabili; dalla corrispondenza, ai fascicoli del personale; da riproduzioni fotografiche, a disegni e progetti per la costruzione di strumenti scientifici. Tra le carte sono stati rinvenuti anche alcuni quaderni dove si annotava il funzionamento delle apparecchiature installate nelle stazioni e negli osservatori della Rete Geofisica Nazionale, creata dall' ING a partire dal 1939. Informazioni sintetiche sui siti che componevano la rete fino al 1965 sono state
raccolte nella Tabella che segue l' Inventario.
In Appendice, infine, sono state sommariamente descritte due raccolte di carte rinvenute nel corso del riordinamento dell'archivio: alcune prodotte dall' Osservatorio di Pavia; altre dal primo direttore dell'Istituto, il professor  Antonino Lo Surdo.

            Nel panorama degli anni '30 del secolo scorso, gli studiosi di geofisica operavano per lo più indipendentemente gli uni dagli altri; nel mondo accademico si contavano soltanto tre cattedre di fisica della Terra e gli uffici pubblici creati all'interno dei ministeri erano preposti essenzialmente ai servizi meteorologici indispensabili per le attività economiche, commerciali e difensive  (agricoltura, lavori pubblici, marina, aeronautica).

La fondazione dell'Istituto Nazionale di Geofisica disposta il 15 novembre del 1936 da Gugliemo Marconi, allora presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, rispondeva perciò anche a notevoli aspettative, condivise in ambito politico e scientifico, sui risultati applicativi degli studi di fisica della Terra in campo economico e strategico.  E d'altro canto, l'interesse per la materia maturava in concomitanza degli sviluppi raggiunti dalla fisica teorica, dove sempre maggiore rilievo acquisivano gli studi sui raggi cosmici, l'atmosfera, l'elettricità e il magnetismo terrestre.

Nella ricostruzione della storia dell' Istituto Nazionale di Geofisica, si dovranno tenere in considerazione molti fattori come, ad esempio, le scelte politiche antecedenti al secondo conflitto mondiale e quelle successive, insieme alle condizioni economiche del Paese. Sarà da valutare, poi, quale influenza ebbero sullo sviluppo della ricerca i progressi tecnologici iniziati intorno alla metà degli anni '60 e, ancora, quanto gli eventi naturali abbiano influito sulle vicende dell'Istituto, sul suo sviluppo istituzionale, amministrativo, sugli indirizzi di ricerca e, in generale, sulle finalità che oltre sett'anni fa ne motivarono e sostennero la fondazione.

       

Inventario